Ostacoli per i cds e commento di Tommi

12 maggio 2013 4 commenti

Commento di Tommi alla mia gara di ostacoli:

Te l’avevo detto che si scivolava

 

Mi dispiace di non essere arrivato in fondo, sia per non aver coperto la gara per la squadra sia perché non mi sembrava di stare andando piano. Per fortuna non mi sono fatto molto male e sono riuscito a coprire (male, ma almeno coprire) almeno il triplo 5 secondi dopo.

Comunque con gli ostacoli arrivo a 7 gare diverse fatte (non posso dire coperte purtroppo) per i cds: tutti e 4 i salti, tutte e 2 le staffette e ora anche i 110hs da (unico) titolare. Mi sento sempre più tuttofare.

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Prove multiple: la nuova generazione

29 aprile 2013 Commenti chiusi

foto rubata, ma per una volta pertinente

Questo weekend a Modena si sono svolti i Campionati Regionali di Prove Multiple, una gara che una volta (quando iniziai a fare atletica) si svolgeva da noi a Forlì, fino a che il campo ha tenuto. Abbiamo sempre cercato di avere squadre da presentare (sempre in quegli anni la squadra allievi era sempre completa e spesso in finale nazionale, nonostante la mia presenza) e spesso qualche outsider si è cimentato nelle ardue prove dell’octathlon prima e del decathlon poi.

Ormai non ci sono più così tanti lanciatori pazzi pronti a cimentarsi nelle prove multiple e anche i decathleti in generale non sono più tanti come una volta, ma i colori sono comunque portati avanti dalla nuova generazione nata negli anni ’90, anziché negli 80′s come me e gli altri blogger che scrivono qui. Sfortunatamente nel weekend mancava il nostro fiore all’occhiello Tommaso che, nonostante sia un astista molto più che un decathleta (specie per colpa dei lanci), dovrà star fermo un paio di settimane, piccolo stop dovuto ad affaticamento più che altro.

Insomma, veniamo finalmente a chi dei nostri era presente: Edo e Leo, due juniores del ’94 che ormai sono una coppia fissa degli allenamenti, tanto che a volte scambio i nomi. Vabbè, sorvolando sulla mia rincoglionitaggine, i nostri due ederini hanno difeso con onore i colori dell’Edera Forlì Si Si, nonostante qualche avversità (credo che le aste se le siano fatte prestare da Modena), fra le quali ovviamente il maltempo (mi han detto solo sabato però). Concludendo, nessun risultato epocale forse ma Edo si porta a casa il titolo juniores (impresa di cui  a suo tempo fui incredibilmente capace anch’io, anche se con un punteggio decisamente inferiore) e, 3 stecche di asta di Leo a parte, direi risultati dignitosi quando non proprio interessanti per entrambi.

Bravi in ogni caso anche solo per esserci stati, cosa che a me e a Tommaso non è riuscita.

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Pokerate

11 aprile 2013 2 commenti

Ieri sera come la tradizione folkloristica vuole c’è stato un poker in amicizia tra la vecchia guardia dell’Edera, mancavano 3 dei pilastri, figure importanti come Sangue(ho visto delle foto in Africa su facebook???); Piè, lavora più di un proverbiale mulo; e Bicio che mi ha dichiarato si sarebbe guardato la Juve a casa con una bella dose di malto in corpo..comunque eravamo in 8 ed il poker è spedito rapido rapido verso la conclusione senza troppi intoppi e senza litigi/insulti clamorosi, forse per la prima volta.
Lerio che da 45 edizioni a questa parte del poker andava a podio, per la prima volta ci finisce fuori, al suo posto sono subentrato io, in terza piazza, ma vincono, stra-meritatamente per il culo dimostrato:  Teo, che nel 50% delle mani aveva un asso e Paolo che ha avuto “solo” 11 coppie servite, credo record internazionale di Texas.

Juri come al solito, appena finita la partita di Champions Juve-Bayern(accccccccccc) ha intrattenuto il pubblico con i suoi video amatoriali bohémiens.

tipico soggetto dei video

Tornando invece al mio infortunio, ieri non so per quale arcano motivo non riuscivo nemmeno a correre, forse erano stati i due giorni di allenamento “quasi serio”, perciò dopo un pò di stretching mi sono dedicato al pompaggio estremo, oggi mi sembra di aver riacquistato una buona elasticità del muscolo(forse è stato proprio il giorno di riposo), comunque oggi vado per un altro massaggio e vediamo che mi dicono.
Magari inserirò un pò di cyclette o bici, anche sotto consiglio del babbo di Lerio ;)

Infortunio Pasquale

31 marzo 2013 4 commenti

Innanzitutto BUONA PASQUA a tutti, atleti e non!!!Spero abbiate dato prova delle vostre capacità atletiche con una sana abbuffata da Record, come da tradizione :)

Oltre che per gli auguri il motivo di questo post, era per rassicurare i presenti dell’altro giorno che l’infortunio non è così grave come sembrava a prima botta, infatti non è comparso l’ematoma, a dispetto del male che ho avuto li per li, e ora riesco pure a camminare abbastanza bene, quindi quasi sicuramente ho solo subito una forte contrattura, dalla prossima settimana inizierò a darci dentro con massaggi e a dedicarmi nel mentre a panca e addominali..
Comunque la tradizione “sfighez” del blog non si smentisce, siamo sicuramente il blog più infortunato d’Italia!!!

p.s. ovviamente il muscolo infortunato è sempre il bicipite femorale(questa volta il sx)

ancora AUGURI A TUTTI!che l’uovo di pasqua vi protegga dagli strappi!

era da un po’ che non mettevo foto osé.

 

A volte s’infortunano!

28 marzo 2013 1 commento

Carissimi!

Chi non muore si rivede! Anche se moribondo! :) Innanzitutto devo porgere le mie più sentite scuse a tutti i lettori/autori del blog per la mia prolungata assenza. Qualche tempo fa, infatti, promisi a Valerio che, non appena mi fossi ripreso un attimo, avrei scritto qualcosa sul blog raccontando di come sono uscito dal tunnel! Purtroppo, però, in tutto questo periodo non sono riuscito a liberarmi dagli infortuni e, invece di raccontarvi di come spegnevo i fari uscendo dalla galleria, sono qua a dirvi che la galleria è ancora bella lunga e soprattutto sto per fare un frontale con un Frecciarossa! :)

Fatto sta che, sportivamente parlando, non sto attraversando un gran periodo da un bel po’ di mesi. La causa è, per chi se lo fosse scordato o non l’ha mai saputo, quel maledetto infortunio al bicipite femorale (elongazione con versamento di 1x3cm) che ha scatenato una serie incredibile di altri dolori/infortuni dal giugno dell’anno scorso in poi. Da lì in poi ho cercato di riprendermi in tutti i modi con l’aiuto di massaggiatori e fisioterapisti e, pur con tutti i dolori del mondo (stiramenti e fascite plantare su tutti), sono riuscito ad arrivare piuttosto bene alla prima fase dei cross regionali a Senigallia (ricordatevi che sono diventato marchigiano :) ) cogliendo un buon decimo posto assoluto nel lungo. Purtroppo però il 2013 agonistico finisce qui…ancora prima della seconda fase e soprattutto prima delle finali nazionali a Rocca di Papa (RM).

Questo perché durante la preparazione, dopo il bicipite, han deciso di ribellarsi anche il ginocchio sinistro e il tendine d’Achille destro. Nel ginocchio c’è un po’ di liquido sinoviale, un tendine rotuleo un po’ infiammato e…….una plica sinoviale modicamente ispessita. Per chi di voi non lo sapesse, la plica sinoviale è un rimasuglio articolare che doveva riassorbirsi intorno al 4° mese di vita embrionale….che però nel mio caso non l’ha fatto ed è qui a rompere le balle dopo uno stato di quiescenza di 28anni. Ancora devo chiedere lumi alla medicina se operarmi o no.

Il tendine è un po’ un’incognita perché non me lo sono fatto vedere ancora. Nell’attesa di farmi visitare dal dottor Valgimigli (m’han detto che è molto bravo….speriamo che risolva qualcosa e se riuscirà a farmi tornare in pista entro tempi ragionevoli come minimo lo proporrò per un Nobel) proprio ieri mi è venuta anche un po’ di gastrite che mi ha messo ko lo stomaco, per cui sto facendo una terapia a base di antiacido, un protettore gastrico e una dieta che esclude un bel po’ di cose….incluso il cioccolato che, con tutte queste uova di cioccolato, non è proprio il massimo! :D

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La fatica non è mai sprecata, soffri ma sogni.

22 marzo 2013 Commenti chiusi

Ieri ci ha lasciato la Freccia del Sud.
Mennea si è spento a soli 61 anni, cosa lascia?

Tante medaglie, la più bella quelle dei Giochi Olimpici di Mosca del 1980, un oro nei 200 metri all’inseguimento dal primo all’ultimo metro del brittanico Wells.

Il Record del Mondo dei 200 m, 19″72 corso alle Universiadi di Città del Messico nel 1979, quello fu “Il Record” imbattuto per 17 anni fino all’arrivo di un certo signore chiamato Michael Johnson. Tempo che tutt’ora è Record Europeo.

Ma forse le cose più importanti che ci ha lasciato non sono ne medaglie, ne record ma i suoi insegnamenti, il suo modo di vedere l’atletica e lo sport più in generale come scuola di vita, come un luogo dove con la fatica e il sacrificio si forgiano le persone non solo gli atleti.
Perché come diceva lui “La fatica non è mai sprecata, soffri ma sogni.”

Felicità

19 marzo 2013 1 commento

Oggi ero a far pista da solo, su una pista che è cemento e con un vento assurdo (già citato da Mirmo), ma ero contentissimo.

Sono tuttora contentissimo perché è la prima pista che faccio da 2 mesi, dall’infortunio di Anconiana memoria. Infortunio che sembrava piuttosto lieve, e in teoria che doveva concedermi di tornare a posto entro un mesetto. Ma si sa come vanno le cose: si aggiungono contratture, affaticamenti, tendiniti (lievi per fortuna), e così via. E poi se fossi scaramantico dovrei stare zitto perché sono tutt’altro che recuperato, e ormai a poco più di 1 mese dalle prime gare. Insomma, situazione agonistica di merda, ma sono troppo contento per essere finalmente riuscito a correre senza dolori. Lento* e tutto quanto ma senza dolori.

*sul lento poi c’è un appunto: inizialmente ero ancora più felice perché i tempi dopotutto non erano neanche così lenti, considerato lo stop di 2 mesi. Anzi. Chiaramente non al livello a cui dovrebbero essere a questo punto della stagione se tutto fosse andato bene, però insomma, più che discreti. Unico particolare: ovviamente stavo correndo a favore di vento. Per coglionaggine mia (non vedo altri motivi) ho fatto l’ultima prova (un 200) controvento, così per provare, e sarà che era l’ultima ed ero cotto, sarà appunto il vento assurdo, ho fatto 1″3 più del precedente 200….insomma, diciamo che il vento ha influenzato anche i tempi positivi probabilmente. Ma sono felice lo stesso.

Il mistero del vento..

19 marzo 2013 1 commento

La ventosa giornata di oggi ha stimolato la mia mente in un millenario quesito: “ma perché cavolo allo scientifico quando arriva la bella stagione c’è sempre un vento fottuto?!”

Dai dati sperimentali posso certamente affermare che d’inverno allo scientifico non si muove un filo d’aria, anzi il freddo congela le molecole dei vari gas che compongono l’atmosfera di quei luoghi.
La settimana scorsa con i primi “caldi”(diciamo con il primo aumento di temperatura) una leggera brezza ha iniziato ad innalzarsi, e oggi con l’arrivo, sembra, della primavera la situazione non può che peggiorare.

Ma la vera peculiarità dello scientifico è che il vento è solo nel rettilineo finale, quello che costeggia la collinetta, una vera manna dal cielo quando si fanno prove lunge e l’acido lattico raggiunge livelli importanti negli ultimi 100 metri, il problema ovviamente si può ovviare nelle prove vere correndo in senso opposto..

Propongo l’innalzamento di una statua alta 30 metri in onore di Eolo, chissà che non plachi la sua ira verso di noi.. :)

Perla della settimana: la nostra palestra è sempre più tecnologica!

6 marzo 2013 Commenti chiusi

Ringraziamo Rusty per rendere la nostra palestra sempre più all’avanguardia*

*scherzi a parte, ringraziamo veramente Rusty. Non ho ancora avuto modo di provarlo (sigh) ma dovrebbe funzionare per spaccarsi un po’ meno il collo….

Gli europei indoor di Goteborg: top, flop e ‘erest

3 marzo 2013 Commenti chiusi

Parlo di nazionale italiana, di quel che ho visto, letto e sentito. Insomma, articolo parzialissimo as usual, anche se li ho seguiti abbastanza questi europei, anche per le promesse italiane che in gran parte sono state mantenute.

giusta e bella copertina della pagina facebook della Fidal

TOP:
Sicuramente il risultato di più alto livello per l’Italia è quello di Daniele Greco, e non solo per la medaglia d’oro. Finalmente l’ho visto saltare senza scomporsi troppo e infatti è venuto un risultato strepitoso che ha ucciso la gara: un 17.70 che pone in dubbio anche le gerarchie all’interno della nazionale italiana (a questo punto sicuramente la nazionale più forte al mondo nel triplo maschile, se ancora c’erano dubbi dopo le olimpiadi dello scorso anno).
Top anche per Simona La Mantia, che porta a casa un bronzo che sinceramente non mi aspettavo troppo, specie per i problemi fisici della vigilia. Brava a difendersi con i denti dalle altre contendenti al podio.
Il travolgente (per quanto ho visto fra gli ostacoli) e simpatico (a quanto ho sentito dall’intervista) Paolo Dal Molin va sicuramente fra i top: argento (a 2 centesimi dall’oro!) e record italiano, preannunciato dai turni precedenti.
Bravissima anche Veronica Borsi, a detta di Tommi l’unica ostacolista italiana che sa fare gli ostacoli. Anche per lei medaglia (bronzo) e record italiano.
Top anche per l’attesissimo Michael Tumi, nonostante la sua faccia un po’ lunga a fine gara. Evidentemente era un po’ troppo convinto di venire a vincere (come ha anche dichiarato in intervista) invece arriva terzo, facendo comunque il suo: 6.52 è a 1 decimo dal personale e dal record italiano già suo. Sono gli altri che viaggiano: sia il giovane francese Vicaut e l’inaspettato inglese che si migliora di un decimo fra semifinali e finale.
Fra i top ci voglio mettere anche un non italiano: Renaud Lavillenie, che oltre a vincere fa un ottimo 6.01, ma lo cito fra i top per l’incredibile risultato e beffa successiva. Per chi se lo fosse perso, Levillanie ha saltato 6.07 al terzo tentativo, con tanto di esultanza, etc. Peccato che il salto sia nullo nonostante l’asticella non sia caduta. Ho scoperto anch’io per la prima volta che è nullo il salto anche se (come in questo caso) l’asticella si ferma sulla parte parallela all’asticella del fermaritto anziché su quella trasversale. Per chi non avesse capito QUI c’è il video tutorial di come farsi annullare un 6.07 che sembrava fatto.

un Chesani meno contento dell’ultima volta in cui ne avevo parlato

FLOP:
Mi duole ammetterlo, ma mi tocca mettere Silvano Chesani fra i flop: aveva fatto 2.33, record italiano indoor, 2 settimane fa e non riesce a saltare 2.28 in qualificazione. Inoltre si mangerà le mani per l’errore a 2.13 che lo esclude dalla finale, dove invece poteva dire la sua. Si mangerà le mani, per aver lasciato spazio a quell’esaltato di Tamberi (che non metti fra i top solo perché non ne ho voglia, ma ci andrebbe).
Mi dispiace mettere fra i flop anche Fabrizio Donato, assente per influenza, ma solo per la mia delusione di non poter assistere ad una gara ancor più emozionante fra i due italiani, sulla vetta d’Europa. Con Donato credo che la doppietta nel triplo sarebbe stata scontata, ma non l’ordine fra i nostri due triplisti.
Flop invece anche per Marco Tamberi, sì non Gianmarco, ma il padre con lo stesso nome o quasi: rinuncia alla sua sciarpa bianca da gara, per un foularino molto più chic, forse sapendo di venire inquadrato dalla regia internazionale. Il ciuffo era impeccabile però.
Il flop più importante però è per la regia internazionale appunto, e non solo per avere inquadrato Tamberi padre. Una regia ancora peggiore del solito, che riusciva a non mandare salti in diretta anche quando c’erano solo quelli, coprendoli con salti precedenti in differita. Il delirio. Se ne sono lamentati anche i commentatori italiani che non sapevano più se commentare i salti in replica che vedeva lo spettatore o quelli in diretta spoilerando tutto. Mah.

Di altri italiani di cui sono stato deluso non ricordo, le due giovanissime campionesse del futuro pagano probabilmente l’emozione della prima gara a livello internazionale e il confronto con i mostri sacri, non vanno certo fra i flop. Per Alessia Trost è così per sua stessa ammissione, inoltre non è che faccia così schifo un quarto posto agli europei, anche se si poteva sognare qualcosa di meglio arrivando con la miglior prestazione mondiale stagionale. Per Roberta Bruni le aspettative erano ovviamente minori, ma nel passaggio del turno ci credevo dopo averla vista saltare 4.60 con facilità ad Ancona. Invece non riesce a scavalcare il 4.46 che sarebbe valso la qualificazione alla finale, ma ha 18 anni e non me la sento di muoverle alcuna critica alla sua prima comparsa sui grandi palcoscenici internazionali.

la nostra Chiara Rosa non ha bisogno di didascalie

‘EREST:
Chiara Rosa arriva quarta nel peso, brava comunque e forse meritava il top, ma non so nulla del potenziale, dello stato di forma della nostra atleta e dello svolgimento della gara, quindi la categoria “‘erest” è fatta proprio apposta per queste situazioni.
Stesso discorso per i saltatori in lungo (uomini e donne) di cui giusto leggendo le prestazioni potrei elogiare giusto Catania, che in una finale a dodici sarebbe rientrato. Ma vedo anche i molti nulli, quindi magari giustamente si cercava la prestazione, non potendosi permettere il salto di sicurezza per la qualificazione.
Altri italiani non li ho visti o me ne sono dimenticato. Ovviamente, al solito ho dato la priorità ai salti (d’altronde quelli c’erano), ma come già detto è un riassunto e un giudizio completamente parziale. Questo c’è.