Dalle chiodate alle slick
Eccomi apparire di nuovo, se non altro per non essere depennato definitivamente dalla lista degli autori (il che sarebbe doveroso, a sei mesi suonati dall’ultimo post).
Insomma scrivo per mostrare che, in fondo, sono ancora vivo! Alla fine del 2009 la laurea specialistica in ingegneria informatica, afferrata in bilico sui lastroni di ghiaccio dello scorso dicembre; e poi a fine gennaio mi sono levato la targhetta da disoccupato, entrando ufficialmente nel mondo dei grandi (sigh). Insomma, lavoro. Mi hanno incredibilmente assunto presso la Toro Rosso, uno dei due team di Formula 1 più gasati del mondo (per il semplice motivo che sono drogati di Redbull!
). Mansione da progettista software (ma anche programmatore), all’opera attualmente su un software addetto soprattutto alla simulazione virtuale del veicolo (oltre all’interazione con la telemetria e bla bla bla). Ambiente di lavoro bello, ma anche un po’ insolito: un po’ per la FORTE variabilità del numero di persone in azienda, che passa da qualche centinaio a molto meno quando la gente è via per i gran premi (specialmente se resta dispersa in Cina grazie agli aerei bloccati causa vulcano); un po’ per l’eterogeneità delle persone che vi lavorano, provenienti da tutta Italia e da alcuni paesi europei (soprattutto inglesi, francesi e austriaci). Tanto per dire, tra gli 11 colleghi del mio ufficio, io sono l’unico romagnolo, fra due francesi (di cui uno è il mio capo), due inglesi, e italiani provenienti da varie regioni. Così alla fine, per esser sicuri di capirci tutti a vicenda, la lingua “di lavoro” è praticamente sempre l’inglese. Ormai ci sto facendo l’abitudine, ma comunque il fatto di passare tutti i giorni davanti alle monoposto (e, rare volte, a metterci le mani sopra) resta una gran figata!!! Ultima nota particolare, i due piloti, dato che per entrambi potrei essere un fratello maggiore (a differenza di Schumacher che, come mi ha fatto notare Valerio, potrebbe essere mio babbo :-O )
Ma, questo non era un blog di atletica? Ah, già, che sbadato ![]()
L’avvento degli orari di ufficio non lascia più possibilità ad allenamenti di durata decente: sedute mordi-e-fuggi che durano al massimo un’ora e mezza non sono esattamente l’ideale per raggiungere la condizione di atleta (o pseudo-tale), ed infatti quest’anno di prove multiple non se ne parla neppure (a maggior ragione per le note vicissitudini). Però riconosco che, se avessi accettato una delle (allettanti) offerte di lavoro a Bologna, l’atletica sarebbe stata solo un ricordo, o una cosa da spolverare nel weekend… perciò non posso ritenermi insoddisfatto.
In conclusione, ora corro molto più forte di qualunque centometrista, grazie all’ausilio delle quattro (o talvolta due :-O ) ruote, eppure la probabilità di mettere su la panza aumenta! Come la spieghiamo???
Alla prossima, spero di avere qualche avventura agonistica o garetta da raccontare!






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