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Dalle chiodate alle slick

3 maggio 2010 Emanuele 1 commento

Eccomi apparire di nuovo, se non altro per non essere depennato definitivamente dalla lista degli autori (il che sarebbe doveroso, a sei mesi suonati dall’ultimo post).
Insomma scrivo per mostrare che, in fondo, sono ancora vivo! Alla fine del 2009 la laurea specialistica in ingegneria informatica, afferrata in bilico sui lastroni di ghiaccio dello scorso dicembre; e poi a fine gennaio mi sono levato la targhetta da disoccupato, entrando ufficialmente nel mondo dei grandi (sigh). Insomma, lavoro. Mi hanno incredibilmente assunto presso la Toro Rosso, uno dei due team di Formula 1 più gasati del mondo (per il semplice motivo che sono drogati di Redbull! :-D ). Mansione da progettista software (ma anche programmatore), all’opera attualmente su un software addetto soprattutto alla simulazione virtuale del veicolo (oltre all’interazione con la telemetria e bla bla bla). Ambiente di lavoro bello, ma anche un po’ insolito: un po’ per la FORTE variabilità del numero di persone in azienda, che passa da qualche centinaio a molto meno quando la gente è via per i gran premi (specialmente se resta dispersa in Cina grazie agli aerei bloccati causa vulcano); un po’ per l’eterogeneità delle persone che vi lavorano, provenienti da tutta Italia e da alcuni paesi europei (soprattutto inglesi, francesi e austriaci). Tanto per dire, tra gli 11 colleghi del mio ufficio, io sono l’unico romagnolo, fra due francesi (di cui uno è il mio capo), due inglesi, e italiani provenienti da varie regioni. Così alla fine, per esser sicuri di capirci tutti a vicenda, la lingua “di lavoro” è praticamente sempre l’inglese. Ormai ci sto facendo l’abitudine, ma comunque il fatto di passare tutti i giorni davanti alle monoposto (e, rare volte, a metterci le mani sopra) resta una gran figata!!! Ultima nota particolare, i due piloti, dato che per entrambi potrei essere un fratello maggiore (a differenza di Schumacher che, come mi ha fatto notare Valerio, potrebbe essere mio babbo :-O )
Ma, questo non era un blog di atletica? Ah, già, che sbadato :-)
L’avvento degli orari di ufficio non lascia più possibilità ad allenamenti di durata decente: sedute mordi-e-fuggi che durano al massimo un’ora e mezza non sono esattamente l’ideale per raggiungere la condizione di atleta (o pseudo-tale), ed infatti quest’anno di prove multiple non se ne parla neppure (a maggior ragione per le note vicissitudini). Però riconosco che, se avessi accettato una delle (allettanti) offerte di lavoro a Bologna, l’atletica sarebbe stata solo un ricordo, o una cosa da spolverare nel weekend… perciò non posso ritenermi insoddisfatto.
In conclusione, ora corro molto più forte di qualunque centometrista, grazie all’ausilio delle quattro (o talvolta due :-O ) ruote, eppure la probabilità di mettere su la panza aumenta! Come la spieghiamo???
Alla prossima, spero di avere qualche avventura agonistica o garetta da raccontare!

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Il quattrocentista-ostacolista e il decatleta

26 ottobre 2009 Emanuele 2 commenti

Come da titolo, ovvero ecco come la Giuli ha presentato me e Fede al microfono quando eravamo dietro i blocchi dei 110hs: troppo forte! Con un’introduzione del genere, ormai mi veniva da salutare gli 80.000 tifosi presenti nello stadio… ah no, scusate, i 10-12 spettatori, tanto è uguale! :)

E così anche io sono arrivato in fondo al decathlon in un ‘ora! In realtà il mio dubbio più grande non era stato quello di concludere la gara, quanto piuttosto di iniziarla! Infatti già da venerdì notte, complici le mie (furbe!) uscite serali sotto il diluvio universale, avevo un po’ di febbre, e anche oggi avevo circa 37,2. Niente di mortale, però certamente non il massimo per gareggiare. E va beh, chissenefrega. Il decathlon in un’ora non lo volevo saltare assolutamente!
Visto l’orario piuttosto improbabile di partenza per me e Fede (13.45, poi diventato 13.30), la mattina mi sono ingozzato a più non posso pur avendo appetito pari a zero, e anche una volta arrivato al campo ho continuato a mangiare. Perciò il pre-riscaldamento è consistito in: mangiare (per me), giocare a ping-pong (Mambelli, Valentini, Filippo), giocare a marafone (i tre di cui sopra + Fosch) :) . Poi un’ora e tre quarti di riscaldamento, per riuscire a provare in modo almeno minimo ogni specialità tecnica; e alla fine siamo partiti.

Particolare curioso: prima dei 100m ero già cotto, per il luuuungo riscaldamento; in confronto, mi sono sentito meglio dopo aver fatto 9 gare (non posso dire “dopo 10 gare”, sarei un bugiardo colossale :) )

Particolare ridicolo: gara di giavellotto tra me e Fede, in pratica una sfida tra titani (miglior lancio: 24 metri!). Al momento del mio terzo lancio, la Barby mi chiede: “Vuoi la claque?” E io “Va bene!!!” E così, io, trascinato dell’entusiamo della folla, ho scagliato l’attrezzo con potenza e vigore, e così esso è atterrato… a 22 metri! Ah ah ah!

Particolare comico: gara dei 1500, terzo giro; Fede mi aveva già dato un discreto distacco (una decina di secondi). A fianco della buca del lungo, subito dopo che Fede era passato, Pierangelo si stende per terra, di traverso, in prima corsia. A quel punto io ho concretizzato la gag, saltando sopra Pangelo, manco fosse una siepe! (meno male che correvo con le scarpe da riposo, altrimenti, con le chiodate, chissà se Pangelo si sarebbe fidato! :) ).

Particolare deprechevole :) : per quanto ho visto, alcune coppie hanno interpretato la gara dei 1500m come “la passeggiata domenicale”; ma nulla in confronto alla coppia Sanders – Nicolò, che ha corso con il piatto in mano, da cui mangiavano la salsiccia!

Particolare improbabile: non so come e non so perchè, ma il figlio della Giorgia Sirri (Marco, mi pare si chiami) mi ha preso a modello, in qualità di atleta forte, perchè “me la cavo in tutte le gare”. Ora, non so bene come sia venuto fuori questo, però faccio appello affinchè qualcuno lo faccia ravvedere, perchè se ammira uno scarsone come me, è un casino! :)

Particolare assurdo: alla fine, mentre mangiavamo, io dico: “Bellissimo il decathlon in un’ora, però la prossima volta rifacciamo quello in un giorno, come nel 2003″. Allora Pierangelo dice: “No no, facciamo il decathlon in tre minuti e mezzo, lo sto studiando”, e ha cominciato a descrivere uno scenario apocalittico in cui si parte per i 100, si fa una prova di salto in lungo tenendo in mano il peso per essere pronti a lanciarlo subito dopo, ecc. Sicuramente molto reale! Mitico Pangelo!

Tornando a me, mi sono stupito che le mie gambe abbiano retto al 400; quando mi hanno detto il tempo, 1’01″ (mi ero prefisso circa 1’04″), ho pensato di essere spacciato; invece no, sono anche riuscito a fare i 110hs tutti con 3 passi (anche se con tecnica perfino più indegna del mio solito).

I miei risultati:

  1. 100m: ?
  2. lungo: 5,06
  3. peso: 8,46
  4. alto: 1,50
  5. 400: 1’01″?
  6. 110hs: 18″1
  7. disco: 27,?
  8. asta: 2,70
  9. giav: 23,?
  10. 1500: 5’13″?

Alla fine secondo posto, con un punteggio che non ho capito con esattezza (sui 4000 – 4100 punti), ma che comunque è superiore al mio personale ufficiale di decathlon! Bah! Ovviamente su ciò hanno influito i tempi delle corse, molto abbuonati dalle modalità di start, però sono soddisfatto lo stesso!

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Decathlon in un’ora… coming soon!

11 ottobre 2009 Emanuele 3 commenti

Meno due settimane. Mancano infatti 14 giorni al mitico Decathlon in un’ora!
Sotto la spinta della sempre attivissima Giuliana, infatti si è pensato di riproporre, in versione più rigorosa, quella che fu la Giornata dell’Uomo Vero nel 2003: un decathlon (sia maschile che femminile) che si svolse in una giornata, con grigliata finale. Quella volta se ne videro di tutti i colori: cito soprattutto il 1500 fatto da Paolo e Mambo in bicicletta (uno che pedalava, e uno sul portapacchi), con conseguente squalifica dei due e titolo di Uomo Vero che sfuggì dalle mani di Paolo per finire in quelle del fratello Enrico!!!
Dunque, anche questa volta la gara sarà sia maschile che femminile (per le pulzelle niente eptathlon in 45 minuti, preparatevi pure anche per asta e disco :) ). Nonostante non sia una gara ufficiale FIDAL, sarà organizzata secondo tutte le regole canoniche, quindi:
- si deve partire per i 1500 entro lo scoccare dei 60 minuti, pena squalifica;
- la gara si svolgerà a coppie (composte in base ai risultati di salto in alto e salto con l’asta), che partiranno sfalsate di 10 – 15 minuti
- ecc. (non me ne vengono in mente altre significative!)

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La maggior parte degli atleti si avvicina alla competizione quasi con indolenza, facendo poche prove tecniche (io sono tra questi! :P ); un’altra fetta di persone non ha mai fatto un decathlon, eccetto forse in una modalità alternativa (vedi immagine a lato :D ), Il gruppo dei lanciatori (guidato dalla Giuliana, appunto) invece sta facendo una preparazione notevole: tutti i giorni almeno una specialità tecnica, e da un paio di giorni a questa parte hanno cominciato a provare le gare in successione!
Io, avendo fatto in passato parecchi decathlon, ma mai in un’ora, credo che sbircierò i loro allenamenti per sapere indicativamente quanto tempo dedicare ad ogni gara (mica è lo stesso per tutte, evidentemente!), con lo scopo di non cappellare in piena il giorno della gara!
Nota negativa, il fatto che il 25 ottobre sia in calendario una mezza maratona a Cotignola; forse questo costringerà alcuni nostri mezzofondisti a dare forfait nella prova multipla :( Ma speriamo di no, vogliamo esserci tutti, nessuno escluso!!!

Ah, e anche questa volta… salsicciata finale!!!

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La perla della settimana!

30 settembre 2009 Emanuele 2 commenti

Direttamente dallo spogliatoio maschile del campo di Montecassiano (che, fino a prova contraria, è ANCHE un campo di atletica :) )

ATTENZIONE. E’ TASSATIVAMENTE VIETATO CALPESTARE LA PISTA.

Ma come! E noi le gare come le facciamo, volando? D’accordo, sarà perchè solitamente lo usano come campo da calcio; però leggerlo ad una manifestazione nazionale di atletica… fa il suo effetto! :D

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Montecassiano: report in progress

30 settembre 2009 Emanuele Nessun commento

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Ecco un altro contributo alla narrazione delle nostre epiche gesta in terra marchigiana. Comincio direttamente dal viaggio di andata, col pulmino 9 posti che, per quanto nuovo, ha già diversi “difetti”; tra questi, l’alzavetri elettrico lato autista che non funziona. Ma allora come cavolo faccio io a prendere il biglietto e pagare il pedaggio dell’autostrada? Ok, lo farà chi è nel posto dietro di me, visto che quel finestrino (manuale) si apre. All’uscita di Loreto-Porto Recanati, siamo tutti pronti e armati di macchine fotografiche per immortalare la faccia del casellante quando vedrà l’autista (il sottoscritto) passargli affianco e… non fermarsi, ma andare un po’ più avanti! Invece, distrazione madornale, mi infilo nella corsia in cui non c’è l’operatore ma la macchinetta automatica; noooo! Invece al ritorno, a Forlì, facciamo finalmente la gag, e il casellante, vista la situazione insolita, e la videocamera che lo stava riprendendo, chiede: “ma che va, su Youtube questo?” Ah ah ah ah

Da segnalare l’uomo che ha rischiato la vita (alle gare ce n’è sempre qualcuno :) ), il cameraman addetto a riprendere il martello maschile. In pratica, ha pensato bene di mettersi esattamente dietro la pedana, a un centimentro dalla rete di protezione; a un certo punto è andato in pedana un atleta che ne aveva poca idea del lancio del martello, a cui dopo una rotazione è sfuggito di mano l’attrezzo, il quale è passato sotto la rete finendo tra i piedi del cameraman. Lui non si è fatto nulla, però poi ha cambiato posizione!

Per quanto riguarda le gare, le mie sono state un po’ sottotono. Nei 110hs, ho passato buona parte del riscaldamento a lamentarmi con l’organizzazione per l’inadeguatezza dell’area di riscaldamento e dei tempi di ingresso in pista (cosa che avevo già fatto la mattina alla riunione tecnica, la mattina); ma come, non c’è un campo di riscaldamento esterno, e mi fate entrare in pista 10 minuti prima della partenza? Per una gara di ostacoli?? Bah… Alla prima prova di partenza dai blocchi mi sono sorpreso di quanto fossero morti i miei piedi, e non sono riuscito a farci nulla. Come se non bastasse, noi della prima serie siamo rimasti almeno dieci minuti dietro ai blocchi, in attesa che i sbandieratori si togliessero dal mezzo, e questo non ha giovato alla tensione. Ho corso praticamente solo di gambe, senza il supporto dei piedi; alla fine un 18″12 che lascia l’amaro in bocca, perchè era senza dubbio una giornata da record personale. Poi di corsa alla gabbia del disco (le gare erano pressochè in contemporanea), dove gli altri lanciatori avevano praticamente già concluso il riscaldamento. Tempo di fare due lanci così alla buona, e poi è gara! Complice forse la fretta, non riesco ad entrare in gara mentalmente, e finisco con un 27.00m che sarebbe da gogna pubblica. Quantomeno al disco ho avuto modo di incontrare due vecchie conoscenze di decathlon, con cui io e Paolo gareggiammo negli anni 2002-2003 mi pare; Maurizio Mantovani e soprattutto Alberto Cazzaniga, più conosciuto come DecaCazza, l’uomo delle sfide con Piero sui 1500 (facendo a gara a chi andava più piano) e l’unico decatleta (almeno che io conosca) che sia in grado di lanciare il peso con la tecnica rotatoria!

Piccola nota, il sabato sera, mentre noi in gruppo stavamo facendo gli idioti in una piazzetta di Macerata, è arrivato lì un hacker cinese (o almeno Alberto lo ha battezzato così :) ): questo tipo orientale che, all’una del sabato notte, si siede davanti alla sede dell’università, tira fuori un portatile, con installato Linux (e già questo è indicativo), si connette tramite wireless e poi si mette a fare cose che non siamo riusciti ad identificare. Gli abbiamo anche fatto una foto, ma non è venuta bene.

Mi associo a Mirco nell’apprezzare Macerata, città non grande nelle dimensioni, ma molto ricca di bei palazzi e chiese, tutte ben tenute e sapientemente illuminate (il giro serale per il centro è stato notevole!). Però ci ha riservato anche qualche sorpresa, come quando sabato sera stavamo vagando a caso per trovare il nostro albergo, ad un certo punto abbiamo svoltato a sinistra e… ci siamo trovati in uno stradone urbano a tre corsie a senso unico, imballato di macchine in fila… e che cos’è, New York! Salvo poi, poco dopo, svicolare da lì e ritrovarci in stradine strette del centro (nelle quali gli abitanti comunque vanno in macchina guidando a busso, rischiando costantemente di investirci :) )

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12 settembre

12 settembre 2009 Emanuele 2 commenti



12 settembre, giorno di anniversari per l’atletica italiana.
1979, Mexico City. Nel pomeriggio di una giornata piovosa, Pietro Mennea ferma il cronometro su 19″72. Tempo impressionante, che migliora il precedente WR di Tommie Smith ottenuto nel 1968 proprio su quella pista; e che verrà battuto solo 17 anni dopo da Michael Johnson, ai Trials per i Giochi di Atlanta 1996. Per pignoleria, si può dire che quel tempo venne realizzato in altura (come anche il suo 10″01 del record italiano sui 100m), e il suo personale a livello del mare è 19″96. Però resta la concretezza di un tempo stratosferico, che è ancora record europeo, anche se le ultime imprese di Bolt hanno spostato parecchio più in là il fondo scala delle prestazioni e delle emozioni.
1989, Verona. Un carabiniere venticinquenne, di nome Marcello Benvenuti, sale più su di tutti gli altri; l’asticella, posta a 2.33m, è sfiorata ma resta ben salda sui ritti. Bandiera bianca, e nuovo record italiano. Negli anni a seguire molti altisti di talento hanno assaltato il primato, salendo fino a 2.31 (o anche 2.32 indoor): Bettinelli, Giulio Ciotti, Talotti, ed altri a seguire. Ma niente da fare, il record italiano di alto è già ampiamente maggiorenne, e non è molto propenso ad essere scalfito.

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Chi fa da sé…

12 settembre 2009 Emanuele 4 commenti


Il fai da te: così tanta gente lo pratica! C’è chi si impone delle diete ideate la notte precedente, o lette sulla rivista buffona di turno; io invece ho pensato di fare il mezzofondista fai-da-te. Dopo la parentesi, a luglio, delle scampagnate sui 3000 e 5000 metri, avevo fatto ad agosto una ventina di giorni di disintossicazione, ritornando ai miei più consoni ostacoli veloci. Poi, dopo aver consultato il calendario regionale di settembre, in cui c’erano zero gare di 110hs in date fattibili per me, ho pensato di cambiare obiettivo, riaffrontando un cruccio che risale al 2006: non essere riuscito ad andare sotto i 5 minuti nei 1500m (5’07″48), in gara secca (non in decathlon). Nonostante all’Edera ci siano attualmente fior fiore di mezzofondisti, ho preferito non assillare il buon Reggiani con i miei obiettivi ridicoli (contando che attualmente l’ultimo dei suoi atleti fa 4’16″, mi pare). Mi sono scaricato un programma di allenamento da Internet, da un sito (autorevolissimo!) che però di nome fa abbastanza ridere, www.albanesi.it (infatti Bicio quando ha saputo il nome del sito a cui avevo attinto, quasi non mi parlava più :D ).
Il programma constava di 6 settimane di lavoro; io per motivi di tempo l’ho rielaborato, comprimendolo in 2 settimane e mezzo (!!!), tanti erano i giorni che mancavano al primo 1500 in regione. In questi giorni ho scoperto in prima persona la vita da mezzofondista, fatta di n-mila prove in pista con 0.1 secondi di recupero, di tanti tanti giri di pistino, ecc.
E’ dura, è dura, però è una fatica “formativa”, soprattutto a livello mentale, di atteggiamento.
Fatto sta che il 10 settembre è arrivato, e ci siamo recati alla pista più cool dell’Emilia-Romagna, Modena. Da quando hanno fatto la pista nuova, io ci avevo corso solo dei 110hs, tra l’altro con qualche difficoltà: l’estrema elasticità del manto infatti mi faceva ampliare la falcata, portandomi troppo sotto agli ostacoli; nelle gare lunghe, invece, in cui problemi di metriche e di passi non esistono, le sensazioni sono state stupende: appoggi morbidi e in spinta, con i tendini che ringraziano, essendo abituati allo pseudo-cemento della nostra pistaccia. Non sto a commentare la mia gara, non è particolarmente interessante; quel che è da dire è il tempo finale, che mi ha lasciato soddisfattissimo ma anche un po’ incredulo, visto che a giudicare dagli ultimi allenamenti non avrei scommesso un centesimo su tale risultato: 4’53″21, personale abbassato di 14 secondi e obiettivo pienamente raggiunto. Che fare, provare a migliorare ancora il tempo, la settimana prossima a Faenza, o accontentarsi e pensare ad ostacoli e disco per la finale dei societari?
Boh, però di una cosa sono certo, e su questo concorda anche Chopperino, che ultimamente si è dato agli 800m: gente come me e lui può essere mezzofondisti unicamente a tempo determinato, in pratica dei precari. Io sono dell’idea che, mentalmente, mezzofondisti si nasce, e io modestamente NON lo nacqui! Perciò queste fatiche, aumentate dal fatto di allenarsi da soli, sono per noi accettabili solo se sul calendario si vede un bel segno preciso, che significa “Fino a qui, e poi basta!”

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La luce che non ti aspetti

25 luglio 2009 Emanuele 3 commenti


Giornate bollenti… no, non sto parlando di ormoni in subbuglio, ma di termometri che segnano temperature piuttosto impegnative.
Giovedì è stato il top, con l’afa che ha messo un po’ in difficoltà gli atleti impegnati a gareggiare a Bologna; con l’avanzare della sera la situazione è migliorata, ma il caldo si faceva ancora sentire quando ho corso la mia improbabile gara (i 5000), ovvero ad un orario ancora più improbabile (mezzanotte e mezza!) causa forte (eufemismo) affluenza di partecipanti.
Il gran caldo non è esattamente di aiuto per gli allenamenti, e riguardo a ciò i riflettori che sono stati recentemente installati al campo potrebbero rendersi (finalmente?!?) in qualche modo utili. Beh, sì, già hanno consentito lo svolgimento, in orario crepuscolare, del super torneo di calcetto @ 400 + birra 2009… però tutte cose marginali, direi.
Ieri sera per la prima volta l’illuminazione è rimasta accesa fino alle 22, per garantire la visibilità a chi volesse correre in un’atmosfera serale, più respirabile.
Da notare che questo è un evento quasi storico, se si pensa che normalmente l’accensione non necessaria di anche un solo gruppo di illuminazione (sotto la tribuna, rettilineo finale) provoca grugniti ed improperi – i quali a conti (della bolletta) fatti sono pure giustificati.
La partecipazione non è stata numerosa – solo qualcuno dei mezzofondisti, autentici seguaci di Stakanov – però l’iniziativa pare interessante, in prospettiva di un agosto che non si preannuncia (almeno non per tutti) tanto vacanziero, con una finale A3 da preparare degnamente.
Per il momento non avrà bisogno di questi espedienti il gruppo dei tapascioni… pardon mezzofondisti, che è partito oggi per uno stage di allenamento in altura a Sappada (BL); chissà che là non ci sia un po’ più di fresco!

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