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12 settembre

12 settembre 2009 2 commenti



12 settembre, giorno di anniversari per l’atletica italiana.
1979, Mexico City. Nel pomeriggio di una giornata piovosa, Pietro Mennea ferma il cronometro su 19″72. Tempo impressionante, che migliora il precedente WR di Tommie Smith ottenuto nel 1968 proprio su quella pista; e che verrà battuto solo 17 anni dopo da Michael Johnson, ai Trials per i Giochi di Atlanta 1996. Per pignoleria, si può dire che quel tempo venne realizzato in altura (come anche il suo 10″01 del record italiano sui 100m), e il suo personale a livello del mare è 19″96. Però resta la concretezza di un tempo stratosferico, che è ancora record europeo, anche se le ultime imprese di Bolt hanno spostato parecchio più in là il fondo scala delle prestazioni e delle emozioni.
1989, Verona. Un carabiniere venticinquenne, di nome Marcello Benvenuti, sale più su di tutti gli altri; l’asticella, posta a 2.33m, è sfiorata ma resta ben salda sui ritti. Bandiera bianca, e nuovo record italiano. Negli anni a seguire molti altisti di talento hanno assaltato il primato, salendo fino a 2.31 (o anche 2.32 indoor): Bettinelli, Giulio Ciotti, Talotti, ed altri a seguire. Ma niente da fare, il record italiano di alto è già ampiamente maggiorenne, e non è molto propenso ad essere scalfito.

Chi fa da sé…

12 settembre 2009 4 commenti


Il fai da te: così tanta gente lo pratica! C’è chi si impone delle diete ideate la notte precedente, o lette sulla rivista buffona di turno; io invece ho pensato di fare il mezzofondista fai-da-te. Dopo la parentesi, a luglio, delle scampagnate sui 3000 e 5000 metri, avevo fatto ad agosto una ventina di giorni di disintossicazione, ritornando ai miei più consoni ostacoli veloci. Poi, dopo aver consultato il calendario regionale di settembre, in cui c’erano zero gare di 110hs in date fattibili per me, ho pensato di cambiare obiettivo, riaffrontando un cruccio che risale al 2006: non essere riuscito ad andare sotto i 5 minuti nei 1500m (5’07″48), in gara secca (non in decathlon). Nonostante all’Edera ci siano attualmente fior fiore di mezzofondisti, ho preferito non assillare il buon Reggiani con i miei obiettivi ridicoli (contando che attualmente l’ultimo dei suoi atleti fa 4’16″, mi pare). Mi sono scaricato un programma di allenamento da Internet, da un sito (autorevolissimo!) che però di nome fa abbastanza ridere, www.albanesi.it (infatti Bicio quando ha saputo il nome del sito a cui avevo attinto, quasi non mi parlava più :D ).
Il programma constava di 6 settimane di lavoro; io per motivi di tempo l’ho rielaborato, comprimendolo in 2 settimane e mezzo (!!!), tanti erano i giorni che mancavano al primo 1500 in regione. In questi giorni ho scoperto in prima persona la vita da mezzofondista, fatta di n-mila prove in pista con 0.1 secondi di recupero, di tanti tanti giri di pistino, ecc.
E’ dura, è dura, però è una fatica “formativa”, soprattutto a livello mentale, di atteggiamento.
Fatto sta che il 10 settembre è arrivato, e ci siamo recati alla pista più cool dell’Emilia-Romagna, Modena. Da quando hanno fatto la pista nuova, io ci avevo corso solo dei 110hs, tra l’altro con qualche difficoltà: l’estrema elasticità del manto infatti mi faceva ampliare la falcata, portandomi troppo sotto agli ostacoli; nelle gare lunghe, invece, in cui problemi di metriche e di passi non esistono, le sensazioni sono state stupende: appoggi morbidi e in spinta, con i tendini che ringraziano, essendo abituati allo pseudo-cemento della nostra pistaccia. Non sto a commentare la mia gara, non è particolarmente interessante; quel che è da dire è il tempo finale, che mi ha lasciato soddisfattissimo ma anche un po’ incredulo, visto che a giudicare dagli ultimi allenamenti non avrei scommesso un centesimo su tale risultato: 4’53″21, personale abbassato di 14 secondi e obiettivo pienamente raggiunto. Che fare, provare a migliorare ancora il tempo, la settimana prossima a Faenza, o accontentarsi e pensare ad ostacoli e disco per la finale dei societari?
Boh, però di una cosa sono certo, e su questo concorda anche Chopperino, che ultimamente si è dato agli 800m: gente come me e lui può essere mezzofondisti unicamente a tempo determinato, in pratica dei precari. Io sono dell’idea che, mentalmente, mezzofondisti si nasce, e io modestamente NON lo nacqui! Perciò queste fatiche, aumentate dal fatto di allenarsi da soli, sono per noi accettabili solo se sul calendario si vede un bel segno preciso, che significa “Fino a qui, e poi basta!”

La luce che non ti aspetti

25 luglio 2009 3 commenti


Giornate bollenti… no, non sto parlando di ormoni in subbuglio, ma di termometri che segnano temperature piuttosto impegnative.
Giovedì è stato il top, con l’afa che ha messo un po’ in difficoltà gli atleti impegnati a gareggiare a Bologna; con l’avanzare della sera la situazione è migliorata, ma il caldo si faceva ancora sentire quando ho corso la mia improbabile gara (i 5000), ovvero ad un orario ancora più improbabile (mezzanotte e mezza!) causa forte (eufemismo) affluenza di partecipanti.
Il gran caldo non è esattamente di aiuto per gli allenamenti, e riguardo a ciò i riflettori che sono stati recentemente installati al campo potrebbero rendersi (finalmente?!?) in qualche modo utili. Beh, sì, già hanno consentito lo svolgimento, in orario crepuscolare, del super torneo di calcetto @ 400 + birra 2009… però tutte cose marginali, direi.
Ieri sera per la prima volta l’illuminazione è rimasta accesa fino alle 22, per garantire la visibilità a chi volesse correre in un’atmosfera serale, più respirabile.
Da notare che questo è un evento quasi storico, se si pensa che normalmente l’accensione non necessaria di anche un solo gruppo di illuminazione (sotto la tribuna, rettilineo finale) provoca grugniti ed improperi – i quali a conti (della bolletta) fatti sono pure giustificati.
La partecipazione non è stata numerosa – solo qualcuno dei mezzofondisti, autentici seguaci di Stakanov – però l’iniziativa pare interessante, in prospettiva di un agosto che non si preannuncia (almeno non per tutti) tanto vacanziero, con una finale A3 da preparare degnamente.
Per il momento non avrà bisogno di questi espedienti il gruppo dei tapascioni… pardon mezzofondisti, che è partito oggi per uno stage di allenamento in altura a Sappada (BL); chissà che là non ci sia un po’ più di fresco!