Tanto da raccontare. Troppo, in questa due giorni di trasferta a Borgo Valsugana (TN). Il resoconto generale e tanti piccoli aneddoti che han fatto da contorno probabilmente non potranno essere circoscritti in un unico post. Nel bene e nel male siamo riusciti comunque a portare a termine il weekend dedicato stavolta alla corsa campestre.
L’evento attorno al quale è ruotato tutto è stato il Cross della Valsugana che si è corso ieri mattina ed ha visto come protagonisti delle prove assolute il carabiniere Stefano La Rosa e Valeria Straneo del Runner Team di Volpiano. Non solo i vincitori sono stati di assoluto rilievo nazionale ma occorre aggiungere che la gara era valevole per le selezioni degli Europei di Corsa Campestre che si disputeranno a Velenje in Slovenia. Ciò vale per dire che l’intero palcoscenico pullulava di professionisti e semiprofessionisti che cercavano di contendersi un posto in una rassegna internazionale. Rimanevano dunque le briciole per i tapascioni come noi…a parte Cake probabilmente, la cui gara però meriterebbe un post a parte….e che si è risolta non esattamente come ci si potesse aspettare…
Tutto comincia sabato quando dopo pranzo Gabri passa a casa mia. Io non lo saluto nemmeno e gli chiedo: “Ma dove l’hai rubata?” non per maleducazione…ma per lo stupore per l’autoveicolo che stava guidando. Ovvero, il nuovo modello della Lancia Delta che ha dovuto noleggiare visto che la Punto non dava troppe garanzie per il viaggio . Salgo a bordo e ci dirigiamo verso il Gotti dove ci stava attendendo l’Elena. Quando arriva Cake ci tocca fare un po’ di spazio nel baule (non troppo capiente) e Gabri mi passa una borsetta a tracolla con dentro il netbook. Non l’avesse mai fatto! Tentando di prendere, maldestramente, la borsetta dalla parte della cinghia…il netbook finisce a terra insieme a mouse e adattatore… Quando, dopo due minuti, in macchina l’ho acceso ho tirato un sospiro di sollievo….meno male.
Il viaggio procede abbastanza bene tra una fermata all’autogrill, un banco di nebbia nei pressi del Po ed auto incredibili come una Ferrari 458 Italia e un’Audi RS6. Gabri approfitta della sosta per sgranchirsi le gambe. Cake, l’Elena ed io lo seguiamo a ruota. Le mie gambe ancora un po’ imballate dal lavoro incredibile di giovedì non mi preoccupano più di tanto.
Arrivati in albergo prendiamo possesso delle nostre stanze: io e Gabri in stanza assieme con Cake e l’Elena nell’altra doppia. Passano pochi minuti e sento un tizio che discute incazzato ad alta voce ma non riesco a capire chi fosse e perchè fosse tanto arrabbiato. Era Cake aveva appena cominciato a fare i conti con un disguido che probabilmente gli pregiudicherà tutto il weekend ed il suo rapporto molto controverso con le campestri in generale: l’abbigliamento da gara. Prima della partenza suo babbo gli aveva tolto (non si sa per quale motivo) dal borsone la sacca contenente pantaloncini, canotta e altri accessori fondamentali per correre nel freddo. Le chiodate ad ogni modo erano rimaste nel borsone ma il problema rimaneva. La canotta gliel’avrei prestata io visto che correva circa 1h prima di me…ma i pantaloncini erano introvabili e nè io nè Gabri ne avevamo uno in più di scorta.
In ogni caso io e Cake andiamo a fare una corsetta rigenerante per i muscoli delle gambe ancora un po’ affaticate da tutto e rientramo velocemente per mangiare al ristorante dell’albergo. Non sappiamo cosa sia successo esattamente nella cucina del ristorante ma abbiamo atteso circa 1h45′ per farci portare qualcosa di commestibile.
Cake non lo riuscivamo a tenere: chiamava insistentemente la povera cameriera che da sola doveva tenere a bada tutti i tavoli, se ne andava via dal tavolo e tornava con del pane che divorava con un po’ di olio di oliva (non extravergine e contenuto in una boccia che odorava di rancido da 1/2 metro). Un macello…anche perchè aveva creato un precedente pericoloso: qualche secondo più tardi anche gli altri mezzofondisti (anche militari) pretendevano un cestino di pane per poter mettere qualcosa sotto i denti. Dopo un paio di ere geologiche riusciamo ad ottenere il primo ed il secondo.
Dulcis in fundo (visto che proprio del dolce si trattava), ci viene fatto sapere che lo strudel era finito. Disastro. Divoriamo in fretta il dolce alle noci, recensito con un “senza lode e senza infamia” dal cuoco Gabri, e filiamo a letto guardando qualche risultato delle partite.
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