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Una trasferta che NON si doveva fare

8 febbraio 2010 lerio 3 commenti

una centralina a caso, probabilmente meglio di quella della macchina di Tommi

Non so come m’ero convinto di fare un 60, gara che non affrontavo da tempi immemori (credo da quand’ero cadetto). Dopo neanche una settimana di allenamento e dal ritorno in Italia, complici anche delle partenze discrete che avevo provato mercoledì con Mirco e Bicio, avevo deciso di provarci. Quindi ieri sono andato ad Ancona con Federico, Gaffo, la Luisa spettatrice e Tommi al volante (inizialmente doveva venire anche Mirmo ma proprio durante le sopracitate partenze ha sentito un dolorino e ha preferito non rischiare): prima e ultima gara indoor del 2010.

La parentesi gare è la meno interessante: io ho fatto cagare molto peggio di quello che non mi aspettavo (vabbè, non mi aspettavo molto visto l’allenamento appunto, ma così no!), Federico ha avuto problemi di ritmo ma anche di gente che gli ha pesantemente tagliato la strada. Al che Tommi ha iniziato a bestemmiare ed imprecare fino alla gara di Gianluca che invece ha fatto il personale ed è l’unico uscito bene dalla giornata di ieri.

La parte migliore viene una volta ripartiti da Ancona fra gli improperi di Tommi. A un certo punto s’accende la spia della batteria, poi dopo un po’ un’altra, poi un’altra ancora ed infine parte il servosterzo e la Ford Focus diventa inguidabile all’altezza di Fano. Accostiamo nella prima (nonchè peggiore) area di servizio e proviamo ad attuare il rimedio dell’informatico: spegni e riaccendi.
Peccato che una volta spenta tutte le volte che Tommi girava la chiave friggeva tutto e sembrava dovesse esplodere, era completamente partita la centralina…al che si è rivelata necessaria la chiamata del carroattrezzi e la cena nell’autogrill (minuscolo).  Dopodichè ce l’eravamo vista bruttissima perchè l’ultimo treno da Fano a Forlì era delle 21.12 (!!!) ed impossibile da prendere ormai. Io e Federico eravamo già pronti a chiamare i rispettivi genitori (entrambi dato che eravamo in 5 e non potevamo fare una macchina sola). Ma alla fine il magnanimo conducente del carroattrezzi ci ha portato a Pesaro dove il treno passava un po’ dopo (ed era anche più vicino), chiamandoci anche un taxi da 7 in modo da poter raggiungere la stazione in tempo.
In tutto questo Tommi ne ha dette meno del previsto devo ammettere, ma morale della favola: ieri NON dovevamo andare ad Ancona.

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