12 settembre


12 settembre, giorno di anniversari per l’atletica italiana.
1979, Mexico City. Nel pomeriggio di una giornata piovosa, Pietro Mennea ferma il cronometro su 19″72. Tempo impressionante, che migliora il precedente WR di Tommie Smith ottenuto nel 1968 proprio su quella pista; e che verrà battuto solo 17 anni dopo da Michael Johnson, ai Trials per i Giochi di Atlanta 1996. Per pignoleria, si può dire che quel tempo venne realizzato in altura (come anche il suo 10″01 del record italiano sui 100m), e il suo personale a livello del mare è 19″96. Però resta la concretezza di un tempo stratosferico, che è ancora record europeo, anche se le ultime imprese di Bolt hanno spostato parecchio più in là il fondo scala delle prestazioni e delle emozioni.
1989, Verona. Un carabiniere venticinquenne, di nome Marcello Benvenuti, sale più su di tutti gli altri; l’asticella, posta a 2.33m, è sfiorata ma resta ben salda sui ritti. Bandiera bianca, e nuovo record italiano. Negli anni a seguire molti altisti di talento hanno assaltato il primato, salendo fino a 2.31 (o anche 2.32 indoor): Bettinelli, Giulio Ciotti, Talotti, ed altri a seguire. Ma niente da fare, il record italiano di alto è già ampiamente maggiorenne, e non è molto propenso ad essere scalfito.
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