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Posts Tagged ‘fatica immensa’

Neve e gare annullate

5 febbraio 2012 Nessun commento

Mentre le gare del weekend di Ancona vengono annullate e i regionali di categoria a Modena vengono concentrati tutti a domenica, qui a Forlì ci si dà da fare al campo per liberarne l’ingresso e il parcheggio, per quanto possibile.

In realtà sta continuando a nevicare, ma fra ieri e l’altro ieri si è fatto il possibile per rendere più o meno agibile l’ingresso al campo, anche per le macchine. Venerdì erano solo in 4-5, mentre ieri, oltre a me, anche altri hanno risposto alla chiamata della Giuli. Alla fine eravamo 9 a spalare, più la Giuli a tirare giù la neve dagli alberi e Tommi a brontolare.

In 2 ore e mezza di lavoro alla fine siamo riusciti a liberare (temporaneamente) 3/4 di parcheggio dalla neve. Prossimo possibile ritrovo è lunedì, anche se io (se vanno gli autobus) non ci sarò causa lavoro. In ogni caso, temo che non sarà facile tornare ad allenarsi in palestra…aspettiamo lunedì per vedere quanti gradi ci saranno e come saranno le condizioni delle strade (fino a ieri le previsioni davano neve fino a martedì 15, ora paiono mitigarsi un poco. Stiamo a vedere anche se sarà possibile raggiungere Modena per i regionali assoluti indoor, il prossimo weekend, per quanto in ogni caso ci arriverò dopo 1 settimana abbondante di pausa totale o quasi (spalare alla fine è una buona sessione di forza, ma non molto di più).

ecco i 9 spalatori di sabato, foto della Giuli

Per altre foto, rimando al profilo facebook della Giuli.

Nassetti: rapina a mano armata

13 novembre 2011 Nessun commento

Il gatto nero che mi ha attraversato la strada nella seconda salita durante la podistica.....il 13 Novembre! :D

E mentre i saltatori di Obus si allenavano, stavolta non al Gotti bensì a Marina di Ravenna, quei tapascioni dell’Edera Forlì, Josef 1, Cake ed io, si sono diretti stamattina in direzione opposta per prendere parte all’ennesima gara su strada. La competitiva, alla quale abbiamo preso parte, è il Trofeo Nassetti che si disputa a Ozzano dell’Emilia, a pochi km da Bologna. Cake ed io siamo andati su assieme…trovando Josef solamente sulla linea della partenza. :)

Il percorso. È un collinare di 12.722km e nonostante non sia lunghissimo (il Giro della Serra è lungo 14.4km, i Gessi 15.8km, la Tremonti 15.3km), è molto duro. Prima di tutto non c’è un 1cm in piano. Secondo: i vari tratti che si incontrano presentano in certi tratti pendenze molto forti che si intervallano senza un attimo di sosta.

La gara. Partono subito e se ne vanno sul piede del 3’20”/km Massimo Tocchio 2 della Salcus Rovigo e il duo della Gabbi Bologna Diego Gaspari e Michael Casolin. Si portano al loro inseguimento Cake e Josef senza però andarli a riprendere. Dopo 2km però Casolin si stacca e ben presto lo raggiungiamo io e Claudio Cavalli (CSP). Il primo tratto di 4km è ondulato e snervante. Successivamente le pendenze si fanno più decise e qui cominciano dei gran tira e molla. La salita è dura….penso che in un tratto si siano sfiorati pendenze anche sul 20%. Per quel che mi riguarda non sono uno specialista delle salite, mi difendo abbastanza bene ma quando la salita è molto dura tendo a staccarmi….spesso sul finale. Finita la salita infatti ho un leggero svantaggio, 10m, nei confronti di Cavalli e Casolin ma riesco a riprenderli molto agevolmente nel tratto in discesa.

Ecco, la discesa si rivela essere uno dei miei punti di forza dove spesso riesco a fare la differenza (come accaduto anche al Giro della Serra) se non perdo troppo terreno durante la salita. Il trio diventa subito un quartetto al quale si aggiunge un altro di CSP: Fabio Perazzini. Terminata la discesa inizia una lunga salita molto più dolce dove però Casolin riesce ad andarsene, io e Perazzini cerchiamo di inseguirlo a breve distanza mentre Cavalli si stacca. Arrivato in cima ho di nuovo accumulato 10-15m di svantaggio ma la forte discesa mi aiuta ancora una volta e mi rifaccio sotto. A farne le spese è Perazzini: lo prendo e lo stacco in discesa. Dopo un breve tratto è la volta di Casolin che però è disposto a vendere cara la pelle. La discesa diventa più “corribile” e si arriva al tratto finale dove mi metto davanti a tirare senza fare apparentemente troppa fatica. Un’ultima curva a dx ci immette nel rettilineo finale di 200/300m e Casolin piazza uno scatto secco al quale rispondo ma, forse mancandomi le forze e pure un po’ di cattiveria, cedo dopo poche decine di metri.

Finale. Primo Gaspari, seguito da Tocchio. Terzo e quarto posto per Cake e Josef in 43′ basso. Io sesto in 44’03” ad una media di 3’28”/km. Crono più che buono. :)

Qui i risultati.

Premiazioni: Cake e Josef si beccano 2 orologi Citizen il cui valore dovrebbe aggirarsi intorno ai 100€ o poco più, più una medaglia d’oro. Io mi becco un bel Vagary e una medaglia d’argento che raffigura un podista (in color oro) che corre. In aggiunta riceviamo tutti una confezione Bauli con panettone + spumante 3 che sarà molto gradito al nostro stomaco. :P

Non contenti, sempre noi tre veniamo premiati anche per un quarto posto nella classifica a squadre. I punti accumulati da ciascuna squadra seguivano le posizioni a scalare dei singoli partecipanti arrivati, fino alla 100ma posizione (100 al primo, 99 al secondo etc.). C’è da dire che siamo stati fortunati perchè pur essendo noi fortissimi (avendo fatto 3°, 4° e 6°) eravamo, in confronto ad altre squadre molto più scarse, pochissimi. La Gabbi Bologna ha vinto facile con oltre 1200 punti grazie soprattutto alla marea di tapascioni che pur non essendo molto buoni per la maggior parte, riescono a piazzarsi in tanti in posizioni abbastanza discrete. Con una logica diversa, ovvero accumulando punti con le posizioni occupate, nel nostro caso 3+4+6=13 (bassissimo) saremmo stati imbattibili. A patto però che il numero di concorrenti minimo fosse stato al massimo tre: se i concorrenti concorrenti richiesti fossero stati quattro saremmo stati esclusi. Ah! Per la classifica a squadre riceviamo un altro Citizen…che però ho guardato su internet: è da donna! L’avevo sospettato perchè è piuttosto piccolo….lo regaleremo a Giorgio che, scommetto, lo girerà a sua moglie!

Si è disputata oggi anche la maratona di Torino valevole per il Campionato Italiano di Maratona: vince Giovanni Gualdi dell Fiamme Gialle con 2h14’00” su Francesco Bona (2h15’30”) e Migidio Bourifa (campione uscente) con 2h15’49”.

A Volpiano (TO) si è invece disputato il cross valevole stavolta per le convocazioni per gli Europei di cross. Presente nella gara delle donne (7km) anche la nostra Elena che si piazza al 22° posto (9° promessa) dove però sono mancate quasi tutte le big…si rifaranno presumibilmente nell’ultima prova a Borgo Val Sugana (TN).

  1. si scriverebbe Youssef ma è più facile scrivere Josef
  2. questi aveva gareggiato il giorno prima a Granarolo Faentino in una 10km in piano
  3. comunque buono per festeggiare gli ultimi eventi di attualità politica :)

Maratona p. 4: il post-gara e la morte da facchino

28 novembre 2010 5 commenti

Foto scattata al treno del ritorno, Firenze – Faenza

Appena tagliato il traguardo, un ragazzo mi aveva consegnato un bigliettino con su scritto: “Classifica: 112°. Buono per ritirare il premio gara”. Dopo essermi docciato e aver messo qualcosa sotto i denti, vado a ritirare il premio. Abituato alle gare in pista, in cui anche se sei campione italiano ti danno tutt’al più una medaglia, una maglietta ed un calcio in culo :-) , sono rimasto stupito quando hanno appoggiato sul tavolo il mio premio: una cassa con otto bottiglie di vino! Non appena sollevato il fardello, è iniziato a lampeggiare il dubbio, se quello fosse un premio o una punizione… Una scatola di cartone, senza maniglie e senza alcuna sporta: lo dovevo tenere davanti a me, a due braccia! Ora si trattava di pigliare su zainetto, borsone e cassa di vino, e avviarsi verso casa…

Mi sono recato subito in zona stazione, per evitare imprevisti, per poi cercare un posto in cui pranzare; due pizzerie ho trovato, ma entrambe chiuse. Al che ho chiesto informazioni ad un passante: questo tipo, sui quarant’anni, era simpaticissimo, e molto alla mano: dopo aver risposto alla mia domanda, mi ha chiesto di dov’ero (che non fossi del posto era evidente, oltre al fatto che ero carico come un mulo), ha cominciato a fare le lodi della Romagna, a scapito di Livorno, in cui invece la gente è un po’ scarica, etc etc., fino a che mi ha perfino chiesto consigli su che località della Riviera romagnola scegliere per l’estate prossima, per un quarantenne che sia in cerca di f**a :-D Per quanto gentilissimo, la pezza si stava facendo piuttosto lunga, per cui l’ho salutato e mi sono infilato in un bar a mettere qualcosa sotto i denti, bar consigliatomi dal tipo stesso, per via delle bariste molto buone… in effetti erano davvero buone, ma quella che mi ha servito era anche simpatica su per giù come un dito in un occhio.

Salito infine sul treno Livorno – Firenze, mi sono finalmente potuto riposare un po’, visto che ora iniziavo ad essere davvero stanco; alla stanchezza aveva contribuito, non poco, il chilometro e passa di strada fatta a piedi con bagagli più cassa di vino, che nel frattempo stavo odiando sempre più per il suo peso! A Firenze, cambio treno: mi dirigo verso il binario del treno verso Faenza, ecco che lo raggiungo, mi avvicino al treno (“ehi ma quant’è corto, solo 3 vagoni?”), arrivo all’entrata del vagone….. NOOOOOOOOOOOOOOOOO!

Il treno, anche a causa del numero assurdamente scarso di vagoni, era totalmente imballato; lasciamo perdere i posti a sedere (esauriti probabilmente da tempo immemorabile), il discorso è che si faceva fatica perfino a salire, perchè qualunque corridoio o pianerottolo era già affollatissimo! Con mia grande gioia sono salito sul vagon / carro bestiame, apprestandomi a godermi le due ore di viaggio, fra tutte le persone pigiate, in piedi, in un caldo soffocante, e pure in un puzzo non insignificante. Già ben prima di Faenza, avevo finito di recitare mentalmente tutti gli improperi immaginabili contro le Ferrovie dello Stato, ed ormai mi pareva quasi di sentirmi poco bene per la debolezza; in fondo, non avevo certo previsto che la parte più faticosa della giornata sarebbe iniziata DOPO la fine della maratona. In un modo o nell’altro, alla fine ovviamente sono arrivato a casa, perciò tutti felici e contenti.

Bilanci finali: dal punto di vista meramente quantitativo, della “roba”, mi sembra strano che l’iscrizione alla gara sia costata solo 25 euro, considerando:

  • la cena del sabato sera
  • un servizio di navetta gratuito, in funzione il sabato e la domenica, tra lo stadio, la sede del pasta-party, e gli alberghi convenzionati e la stazione FS
  • tutti i ristori messi a disposizione durante la gara
  • il cibo messo a disposizione al termine della gara
  • il pacco gara: una maglietta a maniche corte, una maglietta tecnica, elasticizzata, a maniche lunghe, e la medaglia di partecipazione
  • il premio gara, che nel mio caso sono state le otto bottiglie di vino

Dal punto di vista personale, è stata una gran bella esperienza; sono contentissimo di essere arrivato in fondo, il che rappresentava l’obiettivo minimo. In realtà la relativa facilità con cui sono arrivato a tagliare il traguardo sembra indicare che mi ero allenato bene, ma questo non potevo saperlo prima della gara. Inoltre, anche il tempo finale mi lascia soddisfattissimo; come obiettivo “B” (l’”A” era arrivare in fondo) mi ero prefisso di andare sotto le 4 ore, e di più non osavo sperare.

Comunque, fatto sta che questa parentesi fondistica si chiude qua: è ora di tornare a cose più consuete, che già hanno iniziato a mancarmi! L’incognita più grande, ora, è quanto tempo ci vorrà per la transizione ad una forma da pseudo-velocista / saltatore: ho già visto in occasione dei 3000 siepi, che una preparazione da fondista uccide qualsiasi barlume di forza o esplosività che uno possa eventualmente avere, con ripercussioni che durano un bel pochetto; ed infatti in queste due settimane ho notato che i miei polpacci si rifiutano di effettuare qualsiasi esercizio preveda un minimo di esplosività! Ahiahiahiah… :-)

Mancano solo due mesi, probabilmente sarà dura, ma io ci spero… se va tutto bene, see you at the next indoor season!

THE END (finalmente, ormai vi avevo stracciato le balle con ‘sto racconto infinito)

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Maratona p. 3: on the road

22 novembre 2010 2 commenti

La parte più bella del percorso, all'interno dell'Accademia Navale

Alle 8.59, la partenza. Di gente ce n’era davvero tanta, io sono passato sulla linea di partenza ben un minuto dopo lo sparo; anche parecchi fotografi, e persino un’operatore televisivo che riprendeva da una piattaforma sopraelevata, collocata per l’occasione. Il percorso consisteva (più o meno) in un circuito, che si snodava prevalentemente sul lungomare di Livorno e zone limitrofe; da un lato, ciò dava il vantaggio di un’altimetria praticamente piatta, senza saliscendi né cavalcavia; dall’altro, così a ridosso del mare un po’ di vento c’era, talvolta anche un po’ fastidioso. Il bello di questo circuito è che la sua lunghezza era un numero sgaffo, non intero, di chilometri, per cui i passaggi ai vari chilometri erano situati in posizioni diverse, a seconda del numero di giro. Di conseguenza, i segnali chilometrici incontrati durante la corsa sembravano messi a caso, perchè si riferivano a tutte le iterazioni che si sarebbero dovute effettuare; ad esempio, dopo i primi tre segnali “giusti” (1 – 2 – 3) ecco che ti imbattevi in un 30 (?), un 17 (??), poi il 4, e così via.

Al sesto chilometro, la parte più bella in assoluto del tracciato: abbandonato il vialone, siamo entrati nella famosa Accademia Navale (quella che forma gli ufficiali della Marina Italiana); dopo una breve escursione lungo il giardino – bello ed ovviamente curatissimo – siamo giunti nei pressi del palazzo, dove era schierata la banda musicale della Marina. Vi assicuro che entrare in un tale luogo, e passare correndo a tre metri dalla banda che stava appositamente suonando, è stato davvero emozionante! Purtroppo dopo pochi minuti il percorso tornava indietro verso l’uscita, e siamo tornati sulla strada ordinaria.

Già prima della partenza, avevo letto che ci sarebbero stati ristori e spugnaggi ogni 5 chilometri; degli spugnaggi chissenefrega, ma lo stesso non vale per i ristori! Sarà perchè sono troppo pesante per fare gare lunghe, sarà perchè non essendo un vero fondista ho una corsa troppo balzata e quindi meno efficiente, sarà che andando piano la gara dura di più, sarà che sono un baghino: ad ogni modo, non potevo basarmi sulla sola colazione per sperare di arrivare al traguardo, senza prima avere bruciato l’ultimissima molecola di glicogeno. La Barbara ha già avuto modo di vedere le mie qualità di mangiatore tapascione della domenica, alla mezza maratona di Cotignola: io l’avevo presa come allenamento, ed il distacco tra me e la nostra Principessa newyorkese era un tira-e-molla, che dipendeva essenzialmente da quanti ristori c’erano lungo il percorso :-D ; ed al primo ristoro, mentre lei ignorando le vivande mi è passata davanti, io ero fermo, beato, a mangiarmi 2-3 fette di pane con l’olio! :-D

Anche questa volta non mi sono smentito, e mi sono fermato parecchio, credo 6 volte nei primi 32 km (e poi basta); il problemuccio è che stavolta io cercavo qualcosina di leggero, tipo zollette di zucchero, mentre qua andavano sul pesante: c’erano delle pastine (delle specie di Trancini tarocchi), oppure dei biscotti super-carichi, ripieni di cioccolato; superfluo dire che, nel corso della gara, ne ho mangiati di entrambi…

La prima metà gara l’ho fatta abbastanza in gruppo, di gente ce n’era parecchia che andava sul mio ritmo (tra cui, due che correvano con il body da velocisti :-O ); poi, siccome molti meno della metà dei partenti erano iscritti alla maratona, il resto della gara l’ho fatto quasi da solo.

Piccola nota curiosa, mentre stavo passando per l’ennesima volta davanti all’Accademia Navale (eravamo su per giù al 30°), ho visto un signore anziano che passeggiava, fumando; l’ho guardato meglio… «ma lui non è Ciampi???» Ci assomigliava davvero tantissimo! Poi, una volta tornato a casa, ho letto che Carlo Azeglio Ciampi è livornese, perciò credo proprio che fosse lui.

Complessivamente, la gara è scivolata via davvero bene. Come ritmo, l’ho fatta tutta in progressione, restando abbastanza al di sotto del 100% del potenziale; in fondo era la mia prima maratona, non sapevo se e quanto sarebbe stata dura l’ultima parte della gara, specialmente dopo aver letto le leggende metropolitane sul cosiddetto muro del 35° chilometro. In effetti una leggera crisi l’ho avuta, tra il 32° e il 35° km; poi, passati quei 3-4 km, complice il cronometro che ormai indicava un risultato al di sopra delle attese, mi sono rigasato e ho spinto sull’acceleratore. Strano a dirsi, ma ero molto più stanco alla fine della mezza maratona di S.Pancrazio, dove ho fatto il personale, rispetto a questa volta, proprio perchè lì avevo meno da perdere, ed avevo dato tutto; stavolta le gambe erano ancora vive (e meno male, il perchè lo spiegherò nella prossima puntata…)

Alla fine, ecco i passaggi effettuati in gara. Non posso fare giuramenti solenni (con tanto fuochi e sacrifici animali :-P ) sulla loro affidabilità perchè li ho tenuti a mente durante la gara; comunque sono praticamente certo che siano giusti:

Km Tempo
10° 54’30″
21,097 1h 53′ 40″
30° 2h 30′ 45″
37 3h 16′ 37″
40° 3h 31′ 23″
42,195 3h 41′ 28″

(to be continued…)

Maratona p. 2: a Livorno, il pre-gara

18 novembre 2010 4 commenti

L'atmosfera sull'autobus verso la partenza della gara

Dunque, fatta la borsa, il sabato dopo pranzo sono salito in treno, alla volta di Livorno. Viaggio tranquillo ma molto bello (i colori che vedi nei boschi e sulle pendici degli Appennini a novembre, sono una cosa mozzafiato); una volta arrivato, ho sbrigato alcune faccende: lasciare la roba in albergo, andare a ritirare il pettorale all’Expo Maratona (con chip elettronico incollato al pettorale! Non sono mica abituato a queste diavolerie tecnologiche sofisticate nell’atletica, oh!), e constatare nel tabellone delle iscrizioni che nessuno più giovane del 1985 era iscritto alla gara: in pratica, l’indomani alla partenza, sarei stato decisamente tra i più poppanti. Poi via verso il Pasta-Party: questa è la cena della vigilia, gratis per gli atleti (che dopo tutto hanno pagato l’iscrizione alla gara); questa si svolgeva in un circolo Arci, dove ci hanno dato da mangiare con porzioni abbondanti a piacere (evvai!), ed il cibo era anche molto buono. Insomma mi sono riempito per bene, purtroppo senza socializzare molto; vicino a dove mi ero seduto io, è arrivato un gruppetto di persone, alcune italiane, alcune spagnole, che conversavano amabilmente ed esclusivamente in spagnolo (lingua che ignoro, Valerio ci volevi tu! :) ), cosicchè sono riuscito appena a capire di che cosa stavano parlando. Comunque, tra i discorsi captati in giro, vale la pena citare:

  1. i tipi (55 – 60enni circa) che, evidentemente non soddisfatti dei SOLI 42 km che li aspettavano, avrebbero puntato la sveglia alle 5 in punto per fare una sgambatina pre-gara di tre quarti d’ora (!?!?!);
  2. oppure, il tizio che si vantava di quante maratone riusciva a correre in un anno, al che uno gli ha risposto per le rime, smontandolo: non ricordo le parole esatte, comunque il senso del discorso era che “sì, sei bravo, ma non è che tu sia un superuomo, semplicemente NON HAI UN CAZZO DA FARE NELLA VITA” :) .

Lungo la via del ritorno per andare a nanna, ho potuto notare che a due passi dal mio albergo c’era un cinema, con ogni probabilità specializzato in film d’essai, a giudicare dai titoli – di ampio spessore culturale – che erano esposti in cartellone: “Tutti su mia moglie”, e “Pretty anal per la vedova”.

Subito a nanna, e la mattina sveglia alle 6.00 (la gara partiva alle 9); l’albergo era piuttosto distante dallo stadio, perciò dovevo prendere i mezzi pubblici. Dopo qualche preoccupazione per il fatto che l’autobus era in ritardo, e non si faceva ancora vedere (era l’ultimo disponibile, visto che di lì a poco le linee sarebbero state soppresse o deviate proprio per via della maratona), finalmente è passata la corriera; ecco, è qualche anno che io non prendo più gli autobus, perciò mi dovete dire se questa cosa ha un senso logico (io credo di no): quando ho chiesto all’autista di lasciarmi alla fermata più vicina allo stadio, tra quelle situate sul tragitto della linea, lui mi ha risposto: “Ah, ma guarda che questo autobus effettua solo servizio di salita, fino ad Ardenza. Qui a Livorno la gente può salire sull’autobus, ma non può scendere.”. In pratica, una volta fatto l’ERRORE MORTALE di salire, al fine di non trasgredire il regolamento, sarei potuto scendere non prima di Ardenza (situata qualche chilometro fuori Livorno). Ora, io non capivo se era una barzelletta, o se mi trovavo involontariamente a fare la comparsa in un remake alternativo del film Speed. Fatto sta che l’autista, comunque, mi ha fatto il favore di fermarsi comunque, e lasciarmi alla fermata presso lo stadio.

Cosicchè sono arrivato con buon anticipo presso la partenza, alle 8 circa. In realtà poi mi sono perso in mille pippe, tra fila per l’evacuazione pre-gara (sacrosanta :) ), fila per il deposito borse etc.

L’unica cosa che non mi ha fatto perdere tempo è stato il riscaldamento: ho applicato in maniera rigorosa la tecnica di riscaldamento “del lanciatore” (Valerio, ci siamo capiti no?), ovvero non ho fatto assolutamente nulla! In fondo per fare fatica ci sarebbe stato tempo più tardi, non era il caso di sprecare calorie preziose. E meno male, perchè tra un cavolo e l’altro sono tornato presso la zona di partenza solo alle 8.56, quando ormai lo sparo di partenza era vicino! A questo punto si era radunato davvero un sacco di gente, chi per la maratona, chi per la mezza maratona, chi per la StraLivorno (una non competitiva di 7 km), tra cui una buona quantità di ragazze mica da buttare via (che ahimè avevano tutte in programma la gara breve di 7km :) )

(to be continued…)

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Maratona p. 1: le mezze autunnali e l’idea

15 novembre 2010 6 commenti

Meno male che i miei colleghi blogger non hanno la mia frequenza di scrittura, altrimenti il blog sarebbe probabilmente morto da tempo! Stavolta, volevo parlare di un’esperienza del tutto inedita per me, fatta un po’ per esperimento, un po’ per curiosità, un po’ per sfida con me stesso. Temo che questa volta sarò meno conciso del solito, perciò tu, lettore, ritieniti ufficialmente giustificato per addormentarti davanti allo schermo. Per questo, ho preferito dividere il racconto in parti.

In un certo senso, la cosa inizia il 31 agosto quando, dopo aver constatato la sostanziale impossibilità di fare gare di triplo a settembre, mi butto sulla preparazione autunnale, vale a dire fondo. Lo faccio tutti gli anni, a fine stagione agonistica, per fare una sorta di reset della forma – usanza acquisita ai tempi del gruppone obussiano; quest’anno, ho deciso di fare anche una preparazione per una mezza maratona, che non correvo da 5 anni; in fondo volevo migliorare il mio personale, un migliorabilissimo 1h55’56” (Faenza, 2005). Perciò ho fatto un mesetto abbondante di preparazione, e il 10 ottobre sono andato alla mezza di S.Pancrazio; altri ederini presenti, Gabri (che ha mancato il personale anche a causa di un passaggio a livello trovato chiuso, lungo il percorso :O ); Pietro (con l’obiettivo di correre solo una parte della gara, ma a busso insieme ai primi) ; la Barby, per un lungo allenamento pre-New York. La mia gara è andata ottimamente, con un’ampio personale in 1h 39′ 12”, stanco morto ma col risultato desiderato in tasca.

All’indomani, il dubbio era: mò che faccio? La mezza era un discorso chiuso, i margini di miglioramento erano troppo esigui per motivare un’altra gara. Di iniziare a preparare le indoor non ne avevo voglia, era troppo presto (su questo gli atleti seri potrebbero aver da ridire :) ). Allora è tornata fuori la mia idea, presente da tanto tempo, ma sempre rimandata al giorno del “chissà”, di fare una maratona; una base discreta di fondo l’avevo messa su, ma era tarata per i 21km, ora si trattava di allungarla per portarsi alla distanza doppia. Dando un’occhiata al calendario gare, c’era in programma il 14 novembre la maratona di Ravenna: il top, anche vicino a casa! Poi, mannaggia, la manifestazione è stata annullata (“per motivi organizzativi”), per cui è scattata la ricerca del piano B. Allora ho battezzato Livorno, il giorno era lo stesso, ed era anche la più allettante rispetto alle alternative del medesimo giorno (Torino, Milano-Pavia).

Dunque ho iniziato la preparazione per la maratona il 13 ottobre, con gara fissata per il 14 novembre. Mi sono fatto un mesetto molto tosto, tra lavoro ed allenamenti il tempo residuo è stato davvero poco, weekend a parte.

A titolo di curiosità, riporto il sommario degli allenamenti / gare degli ultimi due mesi e mezzo, maratona inclusa (31 agosto – 14 novembre):

  • numero allenamenti: 47
  • chilometri percorsi: 675
  • giri di pistino fatti: 342

EDIT:

Visto che tanto i conti li avevo fatti comunque, metto anche una mini tabella degli allenamenti che suddivide i due periodi della preparazione.

Fino alla mezza maratona Dopo la mezza
Periodo 31 agosto -> 10 ottobre 13 ottobre -> 14 novembre
N° allenamenti 20 27
Kilometri totali 242 433
Max km in allenamento 23,6 31 *
Giri di pistino totali 61 281
Max giri di pistino in allenamento 12 34

(*) esclusa la gara della maratona

In figura, rispettivamente il tipo di sportive che NON POTETE, e che POTETE trovare alle gare di fondo (mezza maratona e maratona)

(to be continued…)

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Una cacca

22 febbraio 2010 Nessun commento

eccomi mentre corro affianco a Tommaso oggi

La cacca sono io che stasera ho fatto il mio primo allenamento di pista degli ultimi sei mesi.

E giustamente ho fatto merda (per rimanere in tema).
Con Tommaso dovevo fare solo una doppietta di 100-150-200 con recupero 3′ 4′ 6′. I tempi previsti erano lenti e facili da fare…almeno credevo. Non li riporto per pudore, ma fatto sta che al secondo 150 improvvisamente la fatica s’è fatta sentire e più che alle gambe od al fiato proprio un malessere generale m’ha impossibilitato ad iniziare l’ultima prova, rischio vomito. E così non ho neanche finito la prima pista! :P

Speriamo di fare meglio lunedì prossimo (quantomeno di finirla!).

p.s.: la pista si conferma un’ottima alternativa al cemento…ha solo il difetto di essere più consumata ed irregolare.

Condizione 50%

18 settembre 2009 1 commento

La finale dei CDS si avvicina e per tutti arriva così l’ultimo impegno della stagione agonistica 2009, arriviamo li a random, ovvero con gente come Gaffo reduce da un freschissimo personale sui 400hs e chi come me lontano un km(anche se l’allenamento di pista di oggi mi rincuora e non poco!), quello che conta è andare li e sparare tutto quello che è rimasto nelle gambe/braccia, divertirsi e soprattutto spaccare più avversari possibili..quindi ederini coltello tra i denti che ogni posizione guadagnata sono punti in più!

Che dire oggi allo scientifico c’era un buon Pietro che correva dei gran 200,Gaffo che faceva breve a nastro e io e Dani che facevamo della breve/media..il classico vento contrario nel rettilineo finale non aiutava molto ma ci siamo adattati!..io dopo 9 ore di lavoro ero un pò sfatto ma ho reso abbastanza bene nelle prove che le mie gambe sono riuscite a reggere(120/150/120 e solo un 80) ho esordito con un buon 14 netto e chiuso con un discreto 9.6 e soprattutto con i crampi nella corsetta di defaticamento :)

PS foto che può essere paragonata ai miei “ultimi” 60 metri della gara di mercoledì…..piantato!

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Chi fa da sé…

12 settembre 2009 4 commenti


Il fai da te: così tanta gente lo pratica! C’è chi si impone delle diete ideate la notte precedente, o lette sulla rivista buffona di turno; io invece ho pensato di fare il mezzofondista fai-da-te. Dopo la parentesi, a luglio, delle scampagnate sui 3000 e 5000 metri, avevo fatto ad agosto una ventina di giorni di disintossicazione, ritornando ai miei più consoni ostacoli veloci. Poi, dopo aver consultato il calendario regionale di settembre, in cui c’erano zero gare di 110hs in date fattibili per me, ho pensato di cambiare obiettivo, riaffrontando un cruccio che risale al 2006: non essere riuscito ad andare sotto i 5 minuti nei 1500m (5’07″48), in gara secca (non in decathlon). Nonostante all’Edera ci siano attualmente fior fiore di mezzofondisti, ho preferito non assillare il buon Reggiani con i miei obiettivi ridicoli (contando che attualmente l’ultimo dei suoi atleti fa 4’16″, mi pare). Mi sono scaricato un programma di allenamento da Internet, da un sito (autorevolissimo!) che però di nome fa abbastanza ridere, www.albanesi.it (infatti Bicio quando ha saputo il nome del sito a cui avevo attinto, quasi non mi parlava più :D ).
Il programma constava di 6 settimane di lavoro; io per motivi di tempo l’ho rielaborato, comprimendolo in 2 settimane e mezzo (!!!), tanti erano i giorni che mancavano al primo 1500 in regione. In questi giorni ho scoperto in prima persona la vita da mezzofondista, fatta di n-mila prove in pista con 0.1 secondi di recupero, di tanti tanti giri di pistino, ecc.
E’ dura, è dura, però è una fatica “formativa”, soprattutto a livello mentale, di atteggiamento.
Fatto sta che il 10 settembre è arrivato, e ci siamo recati alla pista più cool dell’Emilia-Romagna, Modena. Da quando hanno fatto la pista nuova, io ci avevo corso solo dei 110hs, tra l’altro con qualche difficoltà: l’estrema elasticità del manto infatti mi faceva ampliare la falcata, portandomi troppo sotto agli ostacoli; nelle gare lunghe, invece, in cui problemi di metriche e di passi non esistono, le sensazioni sono state stupende: appoggi morbidi e in spinta, con i tendini che ringraziano, essendo abituati allo pseudo-cemento della nostra pistaccia. Non sto a commentare la mia gara, non è particolarmente interessante; quel che è da dire è il tempo finale, che mi ha lasciato soddisfattissimo ma anche un po’ incredulo, visto che a giudicare dagli ultimi allenamenti non avrei scommesso un centesimo su tale risultato: 4’53″21, personale abbassato di 14 secondi e obiettivo pienamente raggiunto. Che fare, provare a migliorare ancora il tempo, la settimana prossima a Faenza, o accontentarsi e pensare ad ostacoli e disco per la finale dei societari?
Boh, però di una cosa sono certo, e su questo concorda anche Chopperino, che ultimamente si è dato agli 800m: gente come me e lui può essere mezzofondisti unicamente a tempo determinato, in pratica dei precari. Io sono dell’idea che, mentalmente, mezzofondisti si nasce, e io modestamente NON lo nacqui! Perciò queste fatiche, aumentate dal fatto di allenarsi da soli, sono per noi accettabili solo se sul calendario si vede un bel segno preciso, che significa “Fino a qui, e poi basta!”

Video del mese (Luglio 2009): Seconda edizione Birra+400 Forli

30 luglio 2009 2 commenti

Finalmente ho messo sul nostro canale di youtube i video della gara Birra + 400, il regista e’ Valerio “Kobayashi” Monti e per ora la riprese non sono state editate… Forse in un futuro remoto pubblicheremo anche una versione rivisitata con musiche di sottofondo ed effetti multimediali di dubbio gusto.
Da sottolineare che mentre il provetto regista continuava a filmare gli ultimi arrivati c’era gente che si rotolava per terra stando malissimo :D

Parte 1:

Parte 2: