Rischiare la vita in allegria
Oggi ho fatto un discreto allenamento, di cui sono soddisfatto, specie di essere sopravvissuto.
Il tutto è iniziato con il “volontariato” al più veloce di Forlì (gara sui 60m per i ragazzi e le ragazze delle medie che si tiene ogni anno al campo, in palio una bici per il primo e la prima).
Finito di fare i giudici d’arrivo, io e Mirco ci siamo dati alla forza selvaggia (Mirco prima aveva fatto anche il famoso “cross di Bicio” sui gradoni) esclusivamente per la parte sopra. Chop ci ha fatto notare che mancava ancora molto alla spiaggia, ma non è solo questione di fisico da spiaggia: io sto anche facendo riposare il mio polpaccio che non gradisce la nostra morbida pista e lunedì ha subito un lieve crampettino (per sadismo ieri abbiamo infierito con il megacircuitone di polpacci con Obus: erano presenti ben 16 atleti!).
Vabbè insomma, dopo panca inclinata, croci, tricipiti, bicipiti, addominali di Goku e addominali di Rocky versione soft (un’altra volta terrò una lezione sugli addominali), Mirco giustamente è andato a casa mentre io mi sono dato al salto con l’asta con Chop ed i suoi atleti.
Tutto ok, esercizi con 4 appoggi al massimo, sfide demenziali finali comprese (stasera salto con un braccio solo, l’altra volta dalla parte sbagliata) e al massimo mi sarei bruciato un po’ la mano (da mettere in conto se si fa asta) se non fosse che poi è scattata l’ultima garetta: fare 2.80 con 4 appoggi. Sfida da poco, se non che la cordicella era troppo sulla buca e che a me sembrava più alta di quel che in realtà era…insomma, ho verticalizzato troppo e sono caduto completamente nella buca da circa 3 metri. Me la sono vista un po’ brutta, ma alla fine ho sculato anch’io (vedi Mirmo ieri sera a poker) e non mi sono fatto niente…e ho anche passato la misura ovviamente!
La morale era che era ora di andarmi a casa dopo circa 3 ore emmezza di allenamento…e l’ho colta al volo.






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