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Emanuele

19 settembre 2009 Nessun commento

Nome: Emanuele

Cognome: Panzavolta

Soprannome: Lele, Vima

Classe: 1985

Altezza e peso: 191cm per 81kg

Panca: 65kg (probabilmente anche il mio gatto fa di più!)

Specialità e personali:
Principali: 110hs : 17.89 (2007); disco : 32.47 (2008); decathlon : 4034 (2007)
Altro (di tutto e di più): 100 : 12.60 (2003); 200 : 25.55 (2004); 400 : 57.58 (2007); 400hs : 1’03.54 (2004); 800 : 2’18.96 (2006); 1000 : 3’13.6 (2002); 1500 : 4’50.35 (2009); 3000 : 11’38.05 (2009); 3000 siepi : 12’37″98 (2010); 5000 : 20’44.50 (2009); lungo : 5.52 (2002); alto : 1.60 (2002-2007); asta : 2.80 (2002); triplo : 12.05 (2011); giavellotto : 29.88 (2006); peso : 8.33 (2003); martello : 20.14 (2003); mezza maratona : 1h39’12″ (2010); maratona : 3h41’28″ (2010)

Lavoro/Scuola: ex-studente di Ingegneria informatica a Cesena (laurea specialistica nel dicembre 2009); da gennaio 2010 è software engineer presso la Scuderia Toro Rosso a Faenza.

Storia: esordisce nello sport attivo a 12 anni con il tanto odiato nuoto, per via di una scoliosi da correggere. Dopo un anno, non appena ottenuto il lasciapassare del medico, fugge dalle piscine per andare a correre dietro un pallone. Dopo tre anni lascia il calcio per passare ad uno sport individuale: l’atletica. Inizialmente dedito ai salti (lungo ed alto), ben presto si mostra insofferente a fare così poche specialità, e passa alle prove multiple. Col passare del tempo i vari impegni portano praticamente ad abbandonare la preparazione da decathleta, ed allora l’attività agonistica prende una piega decisamente goliardica, aprendosi a specialità assurde per il sottoscritto (dal martello alla maratona).

Contatti: emanuele.panzavolta(at)gmail.com (e-mail); emanuele_panzavolta(at)hotmail.com (MSN); epanzavolta23 (Skype)

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Alla conquista di Montecassiano!

15 settembre 2009 Nessun commento

Dopo gli infortuni e le sfighe che ci sono capitate tutte nella 2° fase ora pure la crisi mondiale voleva mettere in difficoltà la nostra finale nazionale!ma grazie all’abilità di alcuni(vedi Giuli e Lele) dovremo essere riusciti ad incastrare tutto in maniera abbastanza economica(vedi qui)..ora non resta che contare i giorni che ci separano dalla trasferta e allenarci duro per non sfigurare..insomma per cercare di fare meno schifo degli altri anni*.
Ma prima di ciò un ultimo impegno(almeno per il sottoscritto) garetta serale eon probabile temporale annesso a Faenza mercoledì sera(100 metri)..

*esente dalla constatazione Paolo che ogni anno fa il PB o quasi in A3

Chi fa da sé…

12 settembre 2009 4 commenti


Il fai da te: così tanta gente lo pratica! C’è chi si impone delle diete ideate la notte precedente, o lette sulla rivista buffona di turno; io invece ho pensato di fare il mezzofondista fai-da-te. Dopo la parentesi, a luglio, delle scampagnate sui 3000 e 5000 metri, avevo fatto ad agosto una ventina di giorni di disintossicazione, ritornando ai miei più consoni ostacoli veloci. Poi, dopo aver consultato il calendario regionale di settembre, in cui c’erano zero gare di 110hs in date fattibili per me, ho pensato di cambiare obiettivo, riaffrontando un cruccio che risale al 2006: non essere riuscito ad andare sotto i 5 minuti nei 1500m (5’07″48), in gara secca (non in decathlon). Nonostante all’Edera ci siano attualmente fior fiore di mezzofondisti, ho preferito non assillare il buon Reggiani con i miei obiettivi ridicoli (contando che attualmente l’ultimo dei suoi atleti fa 4’16″, mi pare). Mi sono scaricato un programma di allenamento da Internet, da un sito (autorevolissimo!) che però di nome fa abbastanza ridere, www.albanesi.it (infatti Bicio quando ha saputo il nome del sito a cui avevo attinto, quasi non mi parlava più :D ).
Il programma constava di 6 settimane di lavoro; io per motivi di tempo l’ho rielaborato, comprimendolo in 2 settimane e mezzo (!!!), tanti erano i giorni che mancavano al primo 1500 in regione. In questi giorni ho scoperto in prima persona la vita da mezzofondista, fatta di n-mila prove in pista con 0.1 secondi di recupero, di tanti tanti giri di pistino, ecc.
E’ dura, è dura, però è una fatica “formativa”, soprattutto a livello mentale, di atteggiamento.
Fatto sta che il 10 settembre è arrivato, e ci siamo recati alla pista più cool dell’Emilia-Romagna, Modena. Da quando hanno fatto la pista nuova, io ci avevo corso solo dei 110hs, tra l’altro con qualche difficoltà: l’estrema elasticità del manto infatti mi faceva ampliare la falcata, portandomi troppo sotto agli ostacoli; nelle gare lunghe, invece, in cui problemi di metriche e di passi non esistono, le sensazioni sono state stupende: appoggi morbidi e in spinta, con i tendini che ringraziano, essendo abituati allo pseudo-cemento della nostra pistaccia. Non sto a commentare la mia gara, non è particolarmente interessante; quel che è da dire è il tempo finale, che mi ha lasciato soddisfattissimo ma anche un po’ incredulo, visto che a giudicare dagli ultimi allenamenti non avrei scommesso un centesimo su tale risultato: 4’53″21, personale abbassato di 14 secondi e obiettivo pienamente raggiunto. Che fare, provare a migliorare ancora il tempo, la settimana prossima a Faenza, o accontentarsi e pensare ad ostacoli e disco per la finale dei societari?
Boh, però di una cosa sono certo, e su questo concorda anche Chopperino, che ultimamente si è dato agli 800m: gente come me e lui può essere mezzofondisti unicamente a tempo determinato, in pratica dei precari. Io sono dell’idea che, mentalmente, mezzofondisti si nasce, e io modestamente NON lo nacqui! Perciò queste fatiche, aumentate dal fatto di allenarsi da soli, sono per noi accettabili solo se sul calendario si vede un bel segno preciso, che significa “Fino a qui, e poi basta!”