
La cosa che e’ sicuramente rimasta più impressa dalla trasferta a Torino e’ la lunga, anzi lunghissima scalinata che dovevamo farci per tornane in “albergo”: in un momento di pazzia ho anche contato i gradini, che si sono rivelati essere 270… Quasi come quelli del pirellone.
Il problema principale, che rende questa scalinata degna del soprannome “stairway to heaven”, non e’ soltanto la sua lunghezza ma la proprietà di essere una scala logaritmica. Infatti, man mano che si sale, i gradini diventano sempre più alti, rendendo mortale (per la fatica) la salita ed egualmente mortale(stavolta nel vero senso del termine) la discesa. La peculiarità di questa scala si vede bene nella foto allegata al post, notate come l’inclinazione dei “corrimano” aumenti man mano che si sale.
Anche il corrimano ha bisogno di un discorso a parte:
Nelle normali scale lo si usa per aiutarsi nella salita/discesa e ridurre la probabilità di inciampare/cadere ma in questa scala NO: infatti quello che vedete non e’ metallo bensì un grumo informe, ma acuminato, di ruggine.
Il motivo principale per cui e’ stato messo vicino alla scalinata e’ per porre fine alle infinite sofferenze degli utilizzatori della scala. Per esempio: nel caso qualcuno inciampi, prima di arrivare fino in fondo alla scala (rotolando), passerebbe un cospicuo lasso di tempo dove il malcapitato non potrà che fare a meno di rimpiangere più e più volte tutto gli errori fatti per essersi ritrovato in questa condizione. Ma grazie al corrimano il povero individuo si potrà auto-trafiggere utilizzando questa struttura arrugginita come se fosse uno spuntone di Mortal Kombat (o se vuole una morte più soft come gli spuntoni di prince of persia) risparmiandosi tutta la tiritera di rotolare fino alla base.
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